DALLE RICERCHE DELLA PROF.SSA MARIA ROSARIA MARCHIONIBUS SULLA TRICHEIRUSA DI VITULANO. La comparsa di una Tricheirousa nel Beneventano, iconografia rara e poco conosciuta in Occidente, deve essere stata veicolata necessariamente da un personaggio dalla cultura particolarmente ampia e, soprattutto, legato direttamente alle regioni balcaniche, territori in cui forte era la devozione per questa icona e dove essa era invocata tradizionalmente per disperdere le epidemie di peste. Negli Acta Bulgariae Ecclesiastica (1565-1789), ho potuto rintracciare, in alcune lettere inviate da Pietro Bogdan, vescovo di Sofia, al Segretario del Collegio di Propaganda Fide, numerose citazioni relative a Giovanni Domenico Verusi, suo procuratore fedelissimo e amico, che era – guarda caso – originario di Vitulano. Dallo scambio epistolare emerge il legame forte di amicizia e fiducia tra il vescovo e il suo procuratore, e si apprende che a Pietro è stata assegnata anche la cura della Valacchia e della Moldavia e – cosa ancora più rilevante – che egli risulta essere in strettissimi contatti con la chiesa serba. Inoltre Pietro Bogdan stesso, in una lettera del 1650, chiede che siano inviati tre quadretti della Madonna con il Bambino nel braccio ai casali dei Paulianisti, siti nei pressi di Filippopoli, dove lui aveva effettuato una visita pastorale. Giovanni Domenico Verusi, poi, nel 1648 diviene anche procuratore di Raffaele Levakovic, arcivescovo di Ohrida, intensificando ulteriormente i rapporti con il territorio balcanico. Nel 1636 a Verusi viene affidata la tipografia della Propaganda Fide, circostanza che attesta la ricca e profonda cultura di tale personaggio. Egli cura, infatti, il primo catalogo delle stampe della Propaganda Fide (Elenchuslibrorum sive typis, sive impensis S. C. de Propaganda Fide impressorum) e, forse, è autore, intorno alla metà del XVI secolo, di una Relazione della regione dell’Indostandominio del Gran Mogol, in undici pagine, e nel 1665 di una Relatione della Siria, particolarmente della santa città di Gierusalem, suoi santuarii e viaggio di D. Gio. Dom. Verusio, rettore della Chiesa Parochiale del Ss. Salvatore in Ponte Senatorio di Roma in ventotto pagine Monumenta spectantia Historiam Slavorum Meridionalum, volume XVIII, Acta Bulgariae Ecclesia-stica, Ab A. 1565 usque ad A. 1799, collegit et digessit P. Fr. Eusebius Fermend žiu ordinis S. Francisci, provinciae S. Joanni Capistrani, Sacerdos, edidit Academia Scentiarum et Artium Slavorum Meridiona-lium, Zagrabiae 1887, p. 111, n. 61, anno 1641. Quest’ultimo elemento sembrerebbe adombrare la possibilità che lo stesso Verusi non era estraneo ai viaggi al di fuori dell’Italia e che forse egli, negli anni in cui era procuratore di Pietro Bogdan, si possa essere recato nei Balcani. Inoltre, durante la peste del 1656, egli è attestato a Roma come rettore della chiesa Pastorale del Santissimo Salvatore ai piedi del Ponte Senatorio, notizia che dimostra la sua presenza in Italia nel periodo interessato dal devastante morbo. Dunque, è possibile che Verusi possa essere venuto a conoscenza, tramite la sua amicizia e collaborazione di lavoro con il vescovo di Sofia, dell’esistenza della Tricheirousa, una portentosa immagine acheropita particolarmente efficace nei confronti della peste, e che nel momento in cui il morbo devastava l’Italia sia stato proprio lui il tramite per la diffusione nel Beneventano di un’iconografia così desueta e rara, o, addirittura, abbia egli stesso commissionato la trasformazione dell’icona di Vitulano in una Vergine dalle Tre Mani per liberare la sua terra di origine dall’epidemia che stava devastando l’Italia.La superficie lignea dell’icona beneventana – reliquia visiva della Vergine di Chilandari – trasmuta, pertanto, la complessa retorica dei gesti di Maria e di Cristo, effigiati secondo la combinazione iconografica Hodighitria – Tricheirousa, in una materia composta da immaginiferi simbolici potentemente eloquenti e miracolosamente salutiferi. L’icona di Vitulano non è, pertanto, una mera immagine inanimata, ma sublima la sua essenza, divenendo reliquia di prodigi e palladium onnipotente.
Pagina aggiornata il 22/04/2026